Gastronomia

A Natale l'abbuffata vale
di Beatrice Solci

Natale, qualche giorno di relax per stare un po’ coi famigliari e con gli amici che si vedono poco.
Finalmente a mente sgombra, ci si siede sul divano e si chiacchiera coi nonni , i bisnonni, i genitori, quei bei discorsi che ci portano lontano, indietro nel tempo a ripercorrere la storia di famiglia; mi sembra già di sentire alcune parole:
“Come ti sei fatta grande”
“ Mi ricordo quando…e quella volta che...”
“Ai nostri tempi…”
 

Ma quello che, ad un certo punto, ci si aspetta di sentire è: “a tavola, è pronto!!”
E via, si comincia.
Sulla mia tavola di Natale dopo tante passate e sperimentate, mi piacerebbe trovare:
 
Una bella serie di antipasti che ti fanno venire l’acquolina tipo:
Salmone preferibilmente irlandese, affettato sottile con pancarré caldo e burro, o solo con un filo d’olio extra vergine e una spruzzata di limone; patè di fegatini o ancor meglio foie gras con crostini tepidi; sott’olii di ogni sorta e prosciutto crudo di Parma ben stagionato.
Tutto abbinato ad un fresco spumante metodo classico o ad un delicato champagne di piccoli produttori, meglio se Blanc de Blancs
Noi cominciamo con Solci’s Rosè rigorosamente Magum, e anche se siamo di parte – giusto un attimo – lo riteniamo davvero un ottimo prodotto.
 
Poi si passa alla prima prelibatezza: un invitante e fumante piatto di agnolotti alla piemontese con quella giusta dose di burro fuso e formaggio o in alternativa i classici cappelletti in brodo preparati il giorno prima tra discorsi seri e risate, da più o meno abili mani.
 
Piccola pausa. Si sparecchia, si ultimano i successivi piatti in una cucina affollata di ogni sorta di ben di Dio e persone affaccendate ma con l’animo sereno e colmo di quel affetto che solo queste occasioni ti sanno dare e che ti permettono di essere in pace con se stessi.
 
E via il secondo, tutti ai propri posti.
Cosa vedo, che goduria, so già che domani mangerò avanzi…e che avanzi!
Arrosto con patate al forno, tacchino ripieno e verdure, cotechino con mostarda piccante e purè e per finire una selezione di formaggi accompagnata da mostarda di fichi, miele al tartufo e salsa di cipolle.
 
Manca solo il dolce. Immancabile il panettone con lo zabaione o “resümada”: la versione migliore era quella di mia nonna Giuseppina che, per darle una giusta consistenza, non usava lo sbattitore elettrico ma il cucchiaio di legno e aggiungeva una sapiente dose di rum o cognac.
 
Ora sono alla frutta, in tutti sensi, sono comparsi infatti cesti di frutta fresca, secca, fichi, datteri e ancora caffé, grappe, e distillati
 
La giornata è passata. Chi si abbiocca sul divano, chi è già pronto a ricominciare (che coraggio!), chi prepara gli avanzi da “asporto” e io, come ogni anno, ho mangiato troppo.
Questo è il mio Natale. E il vostro?
Scrivetemi per darmi nuove ricette e idee per il prossimo pranzo.
 
Vi auguro un gustoso e rilassante Natale.
Bea